FAQ

- Cosa si intende per ppi ?
PPI è l'acronimo di Points Per Inch, punti per pollice, che fornisce la misura della densità spaziale di scansione.
A un valore più alto di PPI corrisponde una maggiore capacità di risolvere i dettagli dell'immagine. Spesso viene indicata impropriamente con DPI (Dots Per Inch), che è invece più propriamente riferita alla densità delle macchie di colore impresse da una stampante, ed è quindi indice di quanto finemente i dettagli e le sfumature possono essere riprodotti in stampa.
E' importante in uno scanner conoscere quale sia la risoluzione ottica effettiva, per poter valutare quanti ingrandimenti sarà poi possibile ottenere in stampa con una buona qualità di immagine. Spesso negli scanner di fascia consumer vengono dichiarati valori di PPI superiori alle reali capacità ottiche e meccaniche della macchina di risolvere i dettagli. In uno scanner di fascia alta, quale il Kodak/Creo iQsmart3, al valore dichiarato di risoluzione ottica pari a 5500 PPI, corrisponde una reale capacità di lettura dei dettagli sulla pellicola, che supera in questo caso le 100 coppie di linee/mm.

- Quale spazio colore utilizzare ?
Lo spazio colore definisce la gamma tonale che è possibile gestire e riprodurre. E' preferibile lavorare con la più ampia gamma possibile in photoediting, prima di passare l'immagine in stampa. Gli spazi colore più utilizzati ad ampia gamma sono il ProPhoto RGB e il Wide Gamut RGB. Altro spazio colore di buona gamma e generalmente diffuso è AdobeRGB. Lo spazio più diffuso in assoluto è lo sRGB, ma è anche il più limitato tra quelli citati. Da utilizzare principalmente quando la destinazione finale dell'immagine è la pubblicazione su Internet, in quanto è lo spazio di default dei browser web. Anche in questo caso però si consiglia di effettuare il photoediting su uno spazio più ampio, e di convertirlo in sRGB solo all'atto della generazione del file da pubblicare. Di default le nostre scansioni a colori hanno il profilo AdobeRGB incorporato, mentre quelle in bianconero hanno il Gray Gamma 2.2, il più diffuso profilo bianconero, tranne richiesta diversa da parte del cliente.

- Come scegliere tra 8 e 16 bit/colore ?
Il Photoediting a 16 bit/colore ha indubbi vantaggi rispetto agli 8 bit, in quanto consente di operare trasformazioni anche consistenti sui colori con un risultato più naturale e al riparo dall'effetto "posterizzazione", cioè la riduzione della gamma tonale a pochi valori. E' quindi da preferire in linea di principio, se si dispone di un software in grado di gestirli (es. tipicamente Adobe Photoshop). In caso però di immagini particolarmente grandi, occorre tenere presente che i files a 16 bit occupano, a parità di dimensione di immagine, il doppio dello spazio disco e che anche la memoria della macchina richiesta per la loro gestione raddoppia. Ad esempio la scansione di una 6x7 cm a colori, a 4000 ppi richiede circa 300MB se a 8 bit/colore e il doppio se a 16. Di default le nostre scansioni vengono fornite a 16 bit/colore, tranne diversa richiesta.

- In cosa consiste lo sharpening ?
Lo sharpening è una tecnica per l'aumento del microcontrasto, ovvero l'esaltazione della differenza tra luci e ombre lungo il confine di transizione tra le une e le altre. In generale fornisce una maggiore impressione di nitidezza e entro certi limiti migliora la visibilità dei dettagli, con la contropartita di rendere più evidente anche la grana della pellicola. Lo sharpening da applicare su una data immagine non è quantificabile a priori, ma è funzione di una serie di parametri tra cui:- dimensione dell'immagine e ingrandimento richiesto - finalizzazione dell'immagine (stampa, e su che tipo di supporto, oppure visualizzazione a monitor)- preferenza individuale del fotografo, anche in funzione del contenuto dell'immagine. Va considerato che è sempre possibile applicare lo sharpening a un'immagine a posteriori, mentre risulta molto più problematico se non impossibile del tutto eliminarlo una volta applicato. Di default le nostre scansioni vengono fornite prive di sharpening addizionale. L'eventuale aggiunta di sharpening va concordata preventivamente.

- Come funziona Digital ICE ?
Digital ICE è una tecnologia HW/SW che consente, tramite la scansione ad infrarosso della pellicola, di individuare ed eliminare dall'immagine i segni dovuti a corpi estranei sulla superficie, quali granelli di polvere o impurità imprigionate, nonché graffi superficiali. La tecnologia può essere applicata solo su alcune tipologie di supporto, generalmente le diapositive. Non è utilizzabile con supporti negativi. Le immagini trattate per mezzo di tale tecnologia risultano molto meno problematiche per la stampa, non necessitando dell'opera di spuntinatura e pulizia in fase di photoediting. Lo scanner Nikon Coolscan 9000ED da noi utilizzato, dispone della versione ICE4, particolarmente sofisticata ed efficace, che consente tra l'altro il trattamento delle diapositive Kodachrome, non supportate dalle precedenti versioni ICE.

- Che vantaggi offre il montaggio a fluido ?
Il montaggio a fluido su scanner piano consente di mascherare eventuali imperfezioni superficiali della pellicola quali graffi e corpuscoli estranei incorporati nella gelatina, oltre a rendere meno evidente la grana della pellicola. Si ottiene anche un miglioramento in termini di gamma dinamica e brillantezza dei colori a causa della diminuzione dei fenomeni di diffusione e riflessione della luce nell'attraversamento della pellicola e dei vetri dello scanner. Diventa mandatorio per scansioni in altissima risoluzione e per originali incurvati, allo scopo di garantire la perfetta planeità della pellicola, ovvero l'uniformità della messa a fuoco.